2021 – 2022: due storie infortunistiche differenti.

Nel 2022 l’INAIL presenta i propri dati ufficiali relativi all’anno 2021:

  • 564.089 sono state le denunce presentate per infortuni (-1,4% rispetto al 2020 di cui il 17,5% capitati fuori dall’azienda con mezzo di trasporto o in itinere). In altre parole, il Covid-19 ha determinato una diminuzione di circa 100mila casi di infortunio rispetto all’anno precedente. Tuttavia le denunce per infortunio definito “tradizionale”, sempre in riferimento alla pandemia da Covid-19, sono aumentate di circa il 20%.
  • 1.361 sono state le denunce d’infortunio mortale (-19,2% rispetto al 2020) – 685 i casi accertati sul lavoro e 57 ancora in istruttoria. Anche in questo caso la contrazione è riferibile al contagio da Covid-19  (600 nel 2020, 200 nel 2021) mentre i casi mortali definiti “tradizionali” sono aumentati del 10% circa.
  • 11milioni sono state le giornate di inabilità, con costi a carico dell’INAIL, per infortuni sul lavoro.

LO SPAVENTOSO AUMENTO DELL’ANNO 2022

Mettendo a confronto i primi 6 mesi del 2022 con l’anno precedente, assistiamo ad un amento del 43,3% degli infortuni denunciati dall’INAIL. In particolare nei settori trasporto e magazzinaggio, è stato rilevato un inquietante aumento del 136,4%.

Le dinamiche che hanno portato a questa nuova e negativa inversione di tendenza, per quanto statisticamente accettabili, hanno molteplici ragioni che meritano di essere approfondite con attenzione al fine di adottare le opportune contromisure e ridurre gli eventi infortunistici.